concimi 2 - compost

Nutrire il terreno: i concimi (parte II)

Vantaggi agronomici.

Proseguiamo con la seconda parte del nostro compendio inerente all’utilizzo dei concimi in viticoltura. Cliccate qui se vi siete persi la prima parte, così il quadro risulterà più completo.

COMPOST: si ottiene dalla decomposizione di un misto di sostanza organiche, residui di potature, scarti alimentari, letame, liquami… Condizioni fondamentali sono la presenza di ossigeno e l’equilibrio tra gli agenti chimici presenti nelle materie in trasformazione. L’azione dei micro e macrorganismi è svolta in condizioni particolari e determina la formazione di un ammasso di materia scuro e umido. Il suo utilizzo, con l’apporto di sostanza organica, migliora la struttura del suolo e la biodisponibilità di elementi nutritivi. Come attivatore biologico aumenta la biodiversità della microflora nel suolo.

PREPARATI BIODINAMICI: si tratta di azioni agricole volte al miglioramento delle peculiarità fisico-chimiche del suolo e della vegetazione previste nella conduzione biodinamica del vigneto. In generale esistono preparati da spruzzo e da cumulo da somministrare in dosi ben definite. I preparati da spruzzo sono generalmente due: il cornoletame e il cornosilice. I preparati da cumulo sono strumenti che arricchiscono la sostanza organica da distribuire sul terreno. Il compost ottenuto secondo il preciso impiego di elementi vegetali e animali costituisce un prezioso fertilizzante.

SOVESCIO: pratica agronomica che consiste nell’interramento di determinate colture allo scopo di mantenere e aumentare la fertilità del suolo. I risultati di tale pratica virtuosa possono essere molteplici: aumento della materia organica del terreno, rallentamento dei fenomeni erosivi e mantenimento del patrimonio di azoto. Particolarmente importante da questo punto di vista il sovescio di piante leguminose, capaci di fissare direttamente l’azoto atmosferico nel terreno.

CONDIVIDI SU:

Articoli correlati

  • Gli abbinamenti di circostanza.Concludiamo il nostro percorso circa gli abbinamenti cibo/vino con l'ultimo, comunque valido, criterio, quello di circostanza. Gli scrittori dell'arte del bere danno molta importanza alla scelta del vino per le diverse occasioni. I francesi esprimono il carattere di un vino indicando il cibo con il quale esso si accompagna alla…
  • Il tastevin: strumento principe del sommelier.Il tastevin è lo strumento simbolo del sommelier il quale se ne serve naturalmente per assaggiare il vino. L'origine del tastevin è antica quanto il vino, anche se quello in uso ancora oggi risale appena al XVII secolo. Solitamente è in argento, per la proprietà di questo metallo di dissolvere…
  • Gli strumenti del sommelier: il cavatappi.In commercio esistono vari tipi di cavatappi, ma il sommelier utilizza solo quello professionale, costituito da un manico lungo circa quasi una mano che reca al centro e in posizione perpendicolare una spirale retrattile ("verme"). La spirale deve possedere una larga filettatura, piatta nella parte superiore e arrotondata in quella…